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DISTRUZIONE DELLE CERTEZZE
di Friedrich Nietzsche

ANTOLOGIA DEGLI SCRITTI a cura di Sergio Moravia
La realtà è apparenza che occulta un’essenza profonda. Si tratta di oltrepassare la prima (disordinata, deludente) per raggiungere la seconda … solo l’arte consente di percorrere questo itinerario.

Una prevaricazione del passato sul presente. L’uomo viene allora a sentirsi completamente condizionato da ciò che è stato, perdendo in tal modo la fiducia nelle proprie possibilità di agire, di creare nel presente e per il futuro … ne derivano sentimenti d’impotenza e di frustrazione … l’uomo può e deve saper dimenticare il passato per poter vivere, essere se stesso, costruire senza complessi nuovi principi e nuovi valori.

L’uomo saturo di storia esagera il peso del passato e ne ricava una sensazione di impotenza nel presente. A ciò vanno aggiunte altre conseguenze psicologiche : il sentimento di essere vecchi, il sentimento di essere epigoni, il sentimento che se tutto è egualmente consumato dalla storia nulla appare in grado di alimentare nell’essere umano la fede nei valori di cui ha bisogno per vivere … consumare tutto più rapidamente … distanziare l’uomo dalle cose … l’individuo moderno viene così degradato a passivo spettatore di un processo che lo trascende … la sua personalità allora si indebolisce e si rinchiude in se stessa : ‘l’individuo si fa esitante e insicuro, e non può più credere in sé; sprofonda in se stesso, nell’interiorità, ossia in questo caso nel deserto accumulato delle cose apprese che non agiscono all’esterno, dell’erudizione che non diventa vita.’

Weltanschauung

L’umanità è andata costruendo nel tempo tutta una serie di dottrine, di sistemi, di credenze da cui legittimità e onestà sono più che dubbie.

Si pratica la scienza per desiderio di sicurezza, per fuggire la paura o per sete di dominio.

Le cose dette sono intrinsecamente connesse a come vengono dette.

Ubermensch

L’essere umano tende irresistibilmente ad affermarsi, ad esaudire i propri appetiti e pulsioni, a misurarsi animosamente con gli ostacoli che il proprio slancio vitale incontra nel suo cammino … l’uomo è incline ad agire anche al di là dei codici morali imposti dalla cultura = l’amoralità dell’agire umano

La volontà di potenza rappresenta la tendenza dell’uomo a scoprire se stesso, a liberarsi dai condizionamenti, interni e/o trascendenti (complessi, moralismi, credenze ultraterrene…). A redimersi da colpe ed errori commessi nei confronti di se medesimo, a sviluppare il proprio senso e gusto della vita, realizzarsi adeguatamente e soddisfacentemente.

Il superuomo deve sopratutto realizzare un rapporto armonioso e felicitante con la natura, attraverso un duplice movimento (solo in apparenza contraddittorio) di un consapevole adeguamento alle leggi di essa e di una libera e serena fruizione di ciò che la natura come vita può dare.

… problema liberazione dell’individuo dal regno della necessità. Di tale regno il tempo sembra essere una delle strutture costitutive sotto la forma del passato esso sembra infatti condizionare ineluttabilmente quella creatività che invece si vorrebbe libera.
Il tempo è una successione di presenti, non deve essere considerato infinito.

IL TEMPO DA RETTILINEO PASSA AD ESSERE CIRCOLARE

Un eterno ritorno, tutto ciò che accade è già accaduto.

Una grandissima responsabilità in quanto gli atti che vi si opereranno sono destinati ad incidersi nell’eterno ritorno dell’uguale.

L’uomo è il più malato, più infimo, più indeterminato di qualsiasi altro animale, non vi è dubbio : è l’animale malato.

– Chi pensa a noi?

– Esso pensa

– … noi siamo stanchi dell’Uomo

La scienza è una pratica che aliena i suoi cultori in un mondo anti-umano.

La religione è un inganno … promette un paradiso che non esiste … anti-valori … cela sotto mentite spoglie della bontà e dell’altruismo un’intima vocazione alla crudeltà e al dominio.

Per riposarmi di me stesso … cercai di rifugiarmi in qualche luogo – in qualche venerazione od ostilità o scienza o frivolità o sciocchezza; ed anche perché io, quando non trovai ciò che mi bisognava, dovetti procurarmelo con artifici, falsificarlo, inventarlo … a che altro servirebbe tutta l’arte del mondo?
Ma ciò di cui avevo una necessità sempre più urgente per curarmi e per ristabilirmi era la fede di non essere il solo di tal genere, il solo a veder così – un incantevole presentimento di parentela e di eguaglianza di occhi e di aspirazioni…

Riflettendo … sui loro veri bisogni, e lasciando perire i bisogni apparenti. Così ripresero possesso di sé… ciascuno di noi deve organizzare il caos dentro di sé, rendendosi conto dei suoi propri bisogni … La concezione della cultura come una nuova e migliorata natura, senza interno ed esterno, senza finzione e convenzione, della cultura come armonia fra vita, pensiero, apparenza e volontà.

Io vivo ancora, io penso ancora : io devo ancora vivere, perché devo ancora pensare.

La questione dell’incomprensibilità
Quando si scrive, non si vuole soltanto essere compresi, ma anche, certamente, non essere compresi.

Non si vuole essere capiti da chicchessia, ogni gusto e spirito nobile si sceglie, quando vuole comunicarsi, anche i suoi uditori; nello scegliere alza anche le bandiere contro tutti gli altri … aprono le orecchie di coloro che ci sono affini … ci si deve guardare a corrompere l’innocenza, a coloro che nella vita non hanno altro che la loro innocenza.

Noi abbiamo altri bisogni, un altra crescenza, un altra digestione : abbiamo bisogno di più, abbiamo anche bisogno di meno.

Non esiste una formula per la quantità di cibo di cui uno spirito ha bisogno per nutrirsi : ma se il suo gusto è orientato verso l’indipendenza, verso un rapido andare e venire, verso viaggi, forse verso avventure a cui sono idonei soltanto i più agili, egli preferisce vivere libero con uno scarso cibo che non libero e satollo.

Tutto ciò che è profondo ama la maschera … un individuo che ha profondità nel suo pudore, incontra il suo destino e le sue decisioni delicate per vie a cui pochi giungono… un tale nascosto, che per istinto ha bisogno di parlare per tacere e celare, ed è inesauribile nell’evitare la comunicazione, vuole ed esige che una maschera di sé si aggiri al posto suo nelle teste e nei cuori dei suoi amici; e supponendo che non lo voglia, un giorno gli si apriranno gli occhi e si accorgerà che, nonostante tutto, là vi era una maschera di lui – e che così va bene.

L’ultima cosa che io vorrei promettere sarebbe quella di rendere migliore l’umanità… la menzogna dell’ideale fu sinora la maledizione incombente sulla realtà da quella umanità stessa fu falsificata e viziata fin nei suoi più profondi istinti fino ad adorare i valori opposti a quelli con cui le sarebbe garantita la prosperità …

Quanta verità sopporta, quanta verità osa uno spirito?
… l’errore (la credenza dell’ideale) non è cecità, l’errore è pigrizia … ogni conquista, ogni passo innanzi nella conoscenza è conseguenza del coraggio, della durezza contro sé, della pulizia verso sé…

Nitimur invetitum semper cupimusque negatum (propendiamo sempre per ciò che è vietato e desideriamo ciò che è negato)

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